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Gheddafi confutato

21 Novembre 2010 alle 09:00

La Svizzera si conferma l'argine indefettibile contro ogni invasione economica, militare o etnica. Ricorrendo al più antico degli escamotage il Partito popolare svizzero ha fotografato quattro figlie di Eva locali, nude e bagnate dalle acque di un lago elvetico, e a loro ha poi affiancato la foto di donne presumibilmente zingare assai meno attraenti immerse in acque torbide, completamente vestite e col capo velato. La politica è un ambito di passioni, e gli uomini occidentali sono sensibili modernamente all'igiene almeno quanto lo sono sempiternamente alla bellezza, un manifesto fotografico cosiffatto persuade perchè non pone la certezza in balia dell'esito fallibile di un discorso razionale ma la secerne sulla base di un raffronto visivo immediato di corpi e costumi, così che anche un bambino potrebbe capire che la prima foto rappresenta il "bello" e la seconda il "brutto" senza ulteriore dubbio su quale scegliere. Gheddafi con le sue 500 hostess ad agosto aveva intentato la medesima strategia, ma senza i differenziali ottici necessari per incrementare le probabilità di successo. Abbiamo dovuto aspettare l'arguzia svizzera affinchè qualcuno ricordasse ai maschi europei che la bellezza è indigena ben prima che esotica, e per converso che l'esotismo non è necessariamente riserva di bellezza.

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