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Leggere per credere /2

20 Novembre 2010 alle 18:00

Apparentemente c’è ancora qualcuno che legge e crede che gli investitori internazionali decidano le loro strategie a breve, medio e lungo termine basandosi principalmente, se non unicamente, su articoli di costume e pettegolezzo pubblicati su quotidiani o riviste. La tesi è indubbiamente suggestiva. Se ciò fosse vero, sarebbe sufficiente eleggere un santo e/o asceta come presidente del consiglio e gli investimenti internazionali pioverebbero copiosi dal cielo. All’investitore internazionale non interessa nulla di dover attendere qualche decina d’anni per un eventuale giudizio della nostra magistratura civile e penale. L’investitore internazionale non è per nulla preoccupato di dover combattere giornalmente contro una burocrazia parassitaria, lenta e corrotta. All’investitore internazionale non tange di dover gestire rapporti con sindacati ancorati a logiche d’inizio XX secolo. All’investitore internazionale non interessa punto di dover pagare, per mancanza di centrali nucleari, l’energia elettrica necessaria alle sue aziende il 30% in più. All’investitore internazionale non frega meno di nulla della mancanza d’infrastrutture moderne ed efficienti, bloccate da localismi e paure medioevali. PS. Anche nel caso, non esistono politici santi e/o asceti.

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