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Che cosa ci salverà

19 Novembre 2010 alle 08:30

Saremmo potenzialmente salvi se soltanto per un istante intercettiamo uno sguardo su di noi, che contenga un bagliore di verità e di affezione, così come lo descrive magistralmente Vladimir Nabokov in "Invito a una decapitazione" edito dall'Adelphi. Il protagonista Cincinnatus ha appena comunicato alla madre, che lui non rispetta neppure come tale, che potrebbe essere giustiziato anche l'indomani mattina: "Improvvisamente Cincinnatus notò l'espressione degli occhi di Cecilia C. (la madre) - solo per un istante - questione di un attimo-, ma fu come se vi avesse visto passare qualche cosa di reale, di indubitabile (in un mondo dove tutto era soggetto al dubbio), come se un angolo di quella vita orribile si fosse accartocciato lasciando intravvedere il rivestimento interno. Nello sguardo di sua madre Cincinnatus vide all'improvviso la scintilla finale, certa, capace di spiegare tutto e di proteggere da tutto, che lui sapeva come riconoscere anche in se stesso. Che cosa esprimeva ora, e in modo così lacerante, quella scintilla? Non importava saperlo - si poteva chiamare orrore, o pietà...Ma diciamo piuttosto questo: la scintilla rilevava un tale tumulto di verità che l'anima di Cincinnatus non potè reprimere un balzo di gioia.Quell'attimo ebbe un guizzo luminoso e sparì".

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