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Ancora panem et circenses

19 Novembre 2010 alle 11:30

L' ipotesi di un trasferimento del voto attraverso il sistema mediatico a casa degli elettori/telespettatori, segnalato in un precedente commento, continua a ricevere sostegno da numerosi episodi che l’informazione ci consegna quotidianamente. Barbara Spinelli imbastisce in un articolo una serie di contorte riflessioni sulla rilevanza del controllo del mezzo televisivo perdendosi per strada nel prosieguo della dissertazione ma dimostrando di aver, seppur confusamente, intuito la trasformazione in senso negativo del sistema, imputandola indovinate a chi? Ruffini, rampollo di razza, considera Rai Tre una sua proprietà personale. Un tale Loris Mazzetti capo struttura della parrocchia, afflitto dalla medesima sindrome, manda a quel paese un Ministro della Repubblica, peraltro ingiustamente criticato nel corso di una trasmissione politica spacciata per intrattenimento. Equivocando sul reale significato dei dati di ascolto si sente legittimato da un mandato popolare! La tentazione mediatica è cosi forte che Fini e Bersani, con una bella pensata, hanno formalmente aperto la campagna elettorale, ma non vogliono ammetterlo. Oggi Fini si è espresso attraverso un video messaggio. Il portavoce del Pdl ha prontamente denunciato, per via televisiva, aria di ritirata per il Gianfranco. Si potrebbe proseguire, ma appare evidente che il contesto mediatico continua a costituire la concreta area del dibattito e che la sede parlamentare si limiterà a ratificare l'epilogo della piece teatrale. Mi domando se qualcuno di questi sprovveduti si sia mai domandato a chi siano toccate in realtà la scelta di campo e dei mezzi per lo scontro!

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