cerca

L'arroganza dei falsi oppressi

18 Novembre 2010 alle 08:30

Con “Vieni via con me” abbiamo assistito ad nuovo format di tribuna politica, imbottita di politica e di spettacolo o meglio di politica espressa attraverso lo spettacolo.Passano gli anni e i modelli televisivi si aggiornano . La scelta sarebbe perfetta se ci fosse una certa par condicio se cioè le parti della scena politica fossero equamente rappresentate. Ma così non è e coloro che monopolizzano la trasmissione, guarda caso , sono proprio quelli che si ritengono discriminati e scioperano perché nel nostro Paese non c’è abbastanza libertà di espressione. Così la trasmissione “Vieni via con me" diventa un manifesto rivoluzionario , una sorta di rivolta degli oppressi, ammesso che si trovi qualcuno che creda a questa oppressione.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi