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Traditore, vile e fellone

17 Novembre 2010 alle 17:30

La discussione sulla correttezza e l'opportunità della accusa di tradimento rivolta all'on. Fini ha preso la strada secondaria e senza uscita dell'estenuante dibattito autoreferenziale, nel quale il nostro ceto politico nano affoga o seppellisce tutte le questioni. Non è la pur grave slealtà verso Berlusconi e gli alleati la ragione della giusta condanna del capo di "Parole in libertà per l'Italia"; la sua colpa e il suo torto sono il tradimento dei suoi elettori e dei principi e dei programmi che avevano indotto costoro a conferire a lui e ai suoi mandati e cariche importanti e prestigiose. Il tradimento è, poi, più grave, inconstestabile e insopportabile perché la sua sostanza non è una comune, vile defezione ma un vero voltafaccia.

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