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Panem et circenses

17 Novembre 2010 alle 20:00

Non ritengo che “Vieni via con me” possa annoverarsi tra i programmi di una normale stagione televisiva. E’ un avvenimento particolare che denota un momento eccezionale della vita politica di un paese che ha oramai rinunciato ad utilizzare i consueti strumenti della politica. Tuttavia indica inequivocabilmente il consolidarsi di un trend. Il successo di programmi televisivi come Anno zero, Matrix, Porta a porta, l’Infedele, Ballarò etc.. dimostrano che la sede istituzionale del Parlamento si sta gradualmente trasferendo nell’arena mediatica dove politici-gladiatori si affrontano per appagare la sempre crescente sete (di sangue) ? di un pubblico il cui palato è stato via via assuefatto a sempre più forti emozioni distaccandosi dalla concreta considerazione dei problemi del paese, sull’ inaccettabile modello dei medesimi interlocutori politici. Se poi massime cariche istituzionali e segretari di partito di primo piano si prestano al gioco, in momenti cruciali della vita pubblica, non ci si può stupire del numero di nove milioni di telespettatori. Nessuno deve peraltro illudersi che possano rappresentare una base affidabile di audience televisiva o elettorale. Se Berlusconi, Bossi, Di Pietro o altri seguissero la stessa strada i risultati non sarebbero diversi, almeno finchè la novità dura. Ma se vogliamo considerare politici e non televisivi questi episodi non si può tuttavia affermare che costituiscano un sano sistema di fare politica! Il confronto democratico viene a tal punto alterato dal mezzo mediatico che non escluderei in futuro che la sede elettorale verrà, con tutti gli accorgimenti tecnici del caso,distaccata direttamente presso il domicilio degli elettori. Ergo la strategicità del controllo del mezzo televisivo.

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