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Si sta come d'autunno

15 Novembre 2010 alle 20:00

Ma allora, se è giusta l’analisi dell’Elefantino, a fianco dell’Amor nostro chi rimarrà ? Direi sostanzialmente solo i cittadini che continuano ad aver fiducia in lui, ancora molto numerosi penso (forse anche più di quanto indichino i sondaggi attuali). Il che dovrebbe significare comunque tanto, in un paese normale. Ma non in un paese in cui la normalizzazione è intesa come la intendono tutti coloro che B. lo vogliono cancellare politicamente, e forse non solo. E che hanno già cancellato altri politici in passato, sempre ovviamente in nome della necessità di diventare un paese “normale”. Credo sia pensando a quella normalità lì, che spesso molti berlusconiani, pur capendo che può avere ragione Ferrara nell’avvertire del rischio di paralogismi e di possibili do-lo-ro-sis-si-me conseguenze, non riescono trattenersi dal ribadire, ogni volta che possono, che la diversità anomala del Cav., di questo corpo estraneo che all’improvviso è entrato nel sistema, in realtà ha a che fare con un’idea di politica più sana, corretta, rispettosa dei cittadini e della loro volontà, e in questo senso anche molto più normale, di quella che hanno in mente i suoi avversari, i politici “normali e seri”. Un mio amico, ex giocatore, mi ha spiegato tempo fa che il rugby è uno sport durissimo e sleale, ma giocato da persone che lo rendono leale. A volte penso che la politica che aveva in mente il Cav., e che non gli hanno mai mai lasciato fare, assomigliasse un po’ a questo gioco. Comunque, sono consapevole che si rischia di idealizzarlo il Cav. e si legge il Foglio anche perchè ti aiuta a stare coi piedi per terra. Di errori con Fini e su altri temi ne ha fatti. E in un gioco durissimo e sleale, giocato da persone che lo rendono ancor più sleale, gli errori sicuramente si pagano cari.

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