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"Morire, dormire, forse sognare"

13 Novembre 2010 alle 14:30

La politica e la realtà procedono dall'origine su binari paralleli, non si incontrano mai se non nella convergenza di un punto nell'infinito, che è il luogo dei sogni. Ogni movimento rivoluzionario della storia ha tentato di realizzare tale punto, questo è da sempre l’inganno luciferico: trasporre il miracolo in metodo e per eterogenesi dei fini ottenere esiti affatto opposti a quelli promessi. La dittatura del politicamente corretto ci conferma che a pesare ai fini politici non è la verità bensì una qualsivoglia tendenza di essa supplente: Berlusconi è assai poco politicamente corretto, preferisce amare le belle donne che adeguarsi al parametro omosessualista e dissolve le tradizioni ideologiche, Fini invece lo è molto e infatti pur di farsi applaudire ripete ogni diktat dell'ideologia contemporanea e s'atteggia a nuovo Robespierre. La realtà descritta dalla tribuna politica appare perciò rovesciata: Berlusconi è un bieco censore eppure la tv pubblica è costellata di programmi e guitti militanti a sinistra, Feltri è una voce del regime eppure è l'unico giornalista a non rimanere impunito per una sua calunnia e l'unico (insieme a Fede e Belpietro) a necessitare la scorta. Questi sono paradossi solo se non si considera l’universo separato in cui si costituisce la politica rispetto alla vita, l'una e l'altra sono vasi incomunicanti che vanamente la democrazia, altro sogno rivoluzionario, aveva promesso di collegare ma che ha finito invece per separare ulteriormente, chè a essere separati oggi non sono più i sovrani eletti da Dio e il popolo ma è il popolo a esser separato in se stesso. Nell’età di mezzo fra la Genesi e l’Apocalisse nessuno è in grado di sognare se non mentre dorme, il sogno a occhi aperti è uno stato mistico esclusivo di chi già ora vive nell’Infinito, per questo non si può fare politica coi sogni ma solo rimanendo vigili, accettando cioè la diacronia fra i ritmi vitali e quelli civili: politica è rinunciare a esser come Dio per il bene comune.

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