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Onore e politica

12 Novembre 2010 alle 17:30

Il Presidente Leone, mio rimpianto professore, attraverso una ben coordinata campagna diffamatoria, lucidamente orchestrata da un gruppo di intellettuali e politici che usarono la calunnia e la menzogna per distruggere il morale di un galantuomo, rappresenta il simbolo di un sistema politico che agli strumenti della politica ha oramai rinunciato. Dopo anni di reticenze, bugie e compromessi emerge la verità. Pannella, Cederna e soci non sono stati travolti dall’indignazione degli onesti e non si sono celati nell’antro più oscuro dell’universo per la vergogna ma continuano ad infestare la scena unitamente a personaggi, come taluni smemorati (ex)? comunisti. In nessuna altra democrazia si consente la sopravvivenza politica e civile di figure squalificate dal crollo delle proprie convinzioni ideologiche e morali. Da noi proseguono imperterriti a rinnovare all’infinito la propria verginità politica. Berlusconi potrà essere il più discusso dei parlamentari ma in una sana democrazia la sede competente per giudicarlo è il Parlamento ed eventualmente quella elettorale. Non sono tollerabili scorciatoie a spese del paese. Sostituendo il confronto democratico con il sistema del fango e delle astuzie bizantine si continua a favorire l’azione di questi immarcescibili professionisti della ipocrisia che come tarli persistono nell’opera di indebolimento dello scafo della Repubblica fino al momento, ahimè oramai prossimo, dello sfascio finale. Che onore o vantaggio per noi tutti potranno esserci in questo sistema di far politica, se tale può definirsi?

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