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La politica della "seconda Repubblica"

12 Novembre 2010 alle 19:30

Il post intitolato "apologia della prima repubblica" mi dà adito ad alcune considerazioni che sostanzialmente si contrappongono alle brevi riflessioni che vi sono espresse a proposito di un passaggio del discorso di Fini in Umbria. È chiaro che quando Fini ha detto di rimpiangere la prima repubblica e gli uomini politici di quel tempo intendeva parlare del clima più pacato di allora e del fatto che gli uomoni politici interloquissero fra loro ragionevolmente,senza urlare ed offendersi a vicenda come invece avviene adesso. Guardando le varie trasmissioni televisive di oggi che trattano di politica vedi un "ring" dove tutti sono contro tutti,al punto che è difficile seguirle e capire chi ha ragione e chi no.I moderatori hanno difficoltà a riportare l'ordine e davvero si è portati a pensare che una volta non era così:gli uomini politici si contrapponevano gli uni agli altri a seconda delle diverse idiologie cui aderivano,ma lo facevano rispettando i dettami dell'educazione,non insultandosi in modo vergognoso.E soprattutto si parlava di politica vera e non di vicende personali, fuori dell'etica morale, prese come pretesto per mettere in cattiva luce e far cadere un uomo politico.Ma chi mai si ricorda di un presidente del Consiglio tanto "chiacchierato" come l'attuale, il quale non fa nulla per dimostrare un po' di riservatezza ed anzi sguaiatamente,anche in presenza di uomini politici stranieri,si fa vanto delle sue tendenze libertine?E comunque anche oggi,come allora, lavita civile è interessata da molteplici gravi problemi cui ci si dovrebbe adoperare per una soluzione,cercando possibili accordi,senza reciproche, continue aggressioni e attribuzioni di responsabilità. E nel frattempo i problemi restano lì.

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