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I have a dream

11 Novembre 2010 alle 20:30

Immaginiamo di essere ad una distanza siderale ed osservare , col dovuto distacco fisico e psicologico, i fatti italiani. La prima cosa che registriamo è che ormai la situazione politica vive da tempo una sorta di paralisi dalla quale appare difficile venir fuori, con una maggioranza elettorale che non riesce a trasformarsi in maggioranza politica ed una opposizione alla disperata ricerca di una identità. La seconda osservazione che si può fare è che lo scenario politico complessivo non esprime personalità nuove e credibili in grado di assumere la leadership e guidare il Paese. Nel centro-destra si candidano come nuovi dei personaggi che ormai sono protagonisti della vita politica da alcuni decenni, mentre la minirivoluzione in atto nel PD propone demagogicamente , come unico progetto politico, la rottamazione della vecchia classe , quasi che la innovazione passasse esclusivamente attraverso un rinnovamento generazionale. Come dire che il presente è buio e il futuro lo è ancora di più.Tutto questo proprio nel momento in cui lo stato catatonico in cui versa la situazione del Paese avrebbe bisogno di una sorta di elettroshock, un apporto innovativo da parte di qualcuno che sparigli il campo, anche in termini di genere, e si imponga secondo schemi non convenzionali. Penso ,ad esempio ,ad una donna rigorosamente estranea ai rituali classici della politica ma con caratteristiche manageriali ed organizzative consolidate , in grado di dettare una nuova agenda e dare una svolta decisiva al corso delle cose. Un rinnovamento antropologico della politica ,insomma, in analogia a quanto già avvenuto con successo in altri Paesi del mondo.

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