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Quoziente Familiare

9 Novembre 2010 alle 20:30

Rosy Bindi ha interrotto il suo silenzio per intervenire a proposito del quoziente familiare che, secondo quanto si legge, non sarebbe un sistema equo perché "dà vantaggi a chi ha redditi alti o medi e scoraggia l'occupazione femminile". A me pare che il ragionamento sia doppiamente viziato. Anzitutto perché non si comprende il motivo per cui chi ha un reddito medio o alto non dovrebbe beneficiare di un possibile vantaggio. I vantaggi fiscali per le ristrutturazioni edilizie, tanto per fare un esempio, valgono per tutti, non solo per chi ha redditi bassi; non si comprende perché i vantaggi fiscali per le famiglie dovrebbero avere dei limiti di reddito. In secondo luogo, a parte la facilissima considerazione che in Francia, dove il quoziente familiare è in vigore da anni, l'occupazione femminile è ai massimi livelli così come la natalità, credo, e so che la cosa potrà non piacere a molti, sia ora di sfatare, o almeno di scalfire, il tabù della occupazione femminile a tutti i costi. Non è concepibile, per l'on. Bindi, che una madre possa scegliere di dedicarsi alla famiglia ed ai figli, specialmente quando questi sono molti ? Ed è un reato che tale scelta possa essere incentivata da un sistema fiscale equo che ponga la donna davvero in condizione di scegliere ? Il quoziente familiare è uno strumento di giustizia che finalmente darebbe attuazione a quanto previsto dall'art.31 della Costituzione e dall'altro metterebbe le famiglie e le donne in particolare davvero nelle condizioni di scegliere.

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