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Con buona pace di Pace

9 Novembre 2010 alle 19:00

Caro Lanfranco Pace, mi spiace che il suo appello sia caduto nel vuoto. Ho avuto un sussulto quando Saviano ha iniziato con la "fabbrica del fango", spiegando che la privacy va tutelata e quel che accade dietro la porta non dev'essere strumentalizzato a fini politici. Ma poi ha definito una sentenza definitiva "carte giudiziarie" (è uguale ma opposto rispetto al metodo Caselli, col quale nelle sentenze si legge quel che non c'è scritto), e l'llusione è caduta. Infine è subentrata l'indignazione quando parlando di Giovanni Falcone e della sua continua delegittimazione, Saviano ha citato persino la signora anonima che scriveva al direttore del giornale per lamentarsi delle sirene della scorta, ma ha omesso di nominare il vero nemico pubblico di Falcone, il suo omicida in effige, colui che lo accusò in diretta TV di nascondere nei cassetti i fascicoli che riguardavano il "terzo livello": Leoluca Orlando. Si dirà: era un discorso generico, ha parlato attacchi da destra e da sinistra (ma quali attacchi "da destra" ebbe Falcone, uomo di destra quasi quanto Borsellino?). Ma allora che senso aveva riproporre lo scontro televisivo con Alfredo Galasso, persona ormai scomparsa dalle cronache politiche? Si disilluda, caro Pace. Anche il giovane Saviano tiene famiglia.

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