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Il dopo che riporta indietro

8 Novembre 2010 alle 19:02

Leggo, tramite Rassegna, Pigi Batista. Sono mesi che sul Foglio, Elefantino e anche per tastiera degli HParkiani, si pongono quesiti sul "dopoB". Il Cav. ha gestito da improvvido la faccenda? Può darsi. Cattivi consiglieri? Ci stanno. Non ha seguito le liturgie del palazzo? Quelle della politica? Di quale politica, poi? Gianni Letta? Insomma, è solo una constatazione, non si vuol capire che B. ha dovuto giocare la partita con le regole imposte dagli altri. Per uno, che le regole pensa di farle, era un handicap notevole. Quelle in atto erano tenacemente e senza scrupolo alcuno usate proprio per impedirgli di cambiarle. Si sa, il massimo è battere il nemico con le sue stesse armi. E' evidente però che ci stava riuscendo anche con le proprie, Regionali 2008, se Fini, terrorizzato dalla prospettiva, non avesse rotto gli argini. Mosso, ma facciamola finita, non da nobili ideali ma da bassi istinti personali di rivincita. Se poi la politica consente di confezionarli anche in veste seducente, non significa che ne annulli la vera natura. Proprio per questo, tutte quelle necessarie qualità che Batista richiede a Fini per la riuscita del suo progetto, non possono essere nella disponibilità della cultura e dell'uomo Fini. A questo terremoto seguirà lo squallore del politichese che esalterà i meriti di tutti per la caduta, se avverrà, di B. e, ci avvieremo mestamente, sul vecchio tratturo della prima repubblica.

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