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Gas serra a gogò

5 Novembre 2010 alle 17:00

E nessuno fa niente. Di fronte al venir meno di ogni certezza l’unica verità che sembra imporsi alle coscienze, prima ancora che alle scienze, parrebbe essere quella fondata sulla evidenza che l’emissione incontrollata di gas serra alteri il bilancio termico – radioattivo del pianeta e che la terra ha i giorni contati se non si corre ai ripari. Per questo, dopo la brutta storia dell’ Eyjafjllajokull, uno si sarebbe aspettato una bella lavata di testa al governo islandese. E invece niente. Nessun rumors da Kyoto. Per questo, oggi che a Java le disastrose esplosioni del Monte Merapi stanno sparando gas e ceneri a chilometri di altezza uno si sarebbe aspettato una qualche vibrata protesta contro l'immobilismo dell’Indonesia. E quando nelle vicine Mentawai si è abbattuto lo tsunami uno si sarebbe aspettato che almeno ai sopravvissuti ed agli oltre 50mila sfollati senza acqua, cibo e servizi, qualcuno avrebbe avuto l’onestà di spiegare gli effetti delle alterazioni incontrollate della biosfera. Il disastro annunciato, insomma. E invece sono un po’ tutti occupati ad indagare sullo strano fenomeno per il quale, pare, le mezze stagioni sono tornate, l’acqua si spreca ma è sempre la stessa, la desertificazione procede se l’uomo non coltiva la terra e, new entry, i venti del pianeta starebbero rallentando per colpa della eccessivamente rigogliosa vegetazione dell’emisfero settentrionale, con gravi danni agli impianti di energia eolica. Dilemma all’Ikea: energia pulita o legno al posto del cartone pressato?

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