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Finzioniche anfizionie

4 Novembre 2010 alle 13:00

I poeti dicono molte menzogne sotto l'aspetto di verità- dice Esiodo- la politica,quindi, appartiene alla sfera estetica più che pratica dello Spirito, perché il verosimile ne è il soggetto. La politica non agisce nella realtà, ma nell'opinione che gli uomini si formano intorno ad essa; la verità si manifesta periodicamente solo nelle guerre, nelle epidemie, nelle crisi finanziarie o più prosaicamente nella sepoltura delle città nei rifiuti organici del trogolo collettivo. Allora si prende atto che quello spettacolo teatrale è solo una finzione magica conturbante, ma si strappa solo il cartellone della programmazione, non si chiudono i teatri, dove il pubblico continua ad affluire attratto da impresari banditori: quello che Platone diceva dell'arte, va riferito anche alla politica, entrambe suggestioni mimetiche del Vero e del Bene. Nella babele che si sta scatenando intorno a B. nessuno si chiede se sia proprio la politica che va cassata nell'epoca della globalizzazione. Renzi lo fa invocando la rottamazione della generazione dei padri, Grillo invocando la sua obliterazione informatica; di fronte al nuovo irreparabile i vecchi si rifugiano nel bunker del diritto e della morale, ma la storia va oltre il diritto e la morale, perché si connette alla vita: E' scritto "lascia che i morti seppelliscano i morti, tu vieni e seguimi!"

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