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Azzeccagarbugli, donne solidali e parrucconi

2 Novembre 2010 alle 21:15

L’elefantino, pochi giorni fa, se la rideva di certi azzeccagarbugli. Oggi può provare lo stesso effetto esilarante di commedia e pure di farsa. Il caso Ruby, che si tira dietro riesumati “velinismi” e “ciarpami”, rifà capolino nei salotti televisivi, e siamo alla sola commedia, quella sorta di solidarismo femminil-femminista, chiamiamolo di tipo ‘estetico’, per cui certe donne si ergono a paladine di altre donne solo se queste ultime rappresentano l’iconografia della bruttina. Se invece 'belle', sembrano meritevoli di arcigna difesa solo se inseribili tra le ipotetiche vittime di quel “malato” di Cavaliere. Dallo stesso polverone, e qua si passa alla farsa, a fare la morale al Berluscone seduto su “una montagna di soldi” e amante di vita di frizzi di lazzi di donne e d’innocuo analcolico san bitter c’est plus facile, emergono, vestiti da parrucconi e sepolcri imbiancati, quelli che per decenni dell’amore libero con la canna liberalizzata e la pillola massificata per un amore ancor più emancipato ne hanno fatto pluridecennale bandiera di libertà.

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