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Il rispetto dei fatti

1 Novembre 2010 alle 16:30

I giornali italiani sono normalmente poco attenti alla distinzione tra informazioni e notizie certe e ormai confermate e quelle ancora presunte e da verificare. Mi sembra però che quando si tratta di costruire campagne di attacco a Berlusconi la predisposizione a fregarsene di questa distinzione raggiunga vette insuperabili. La Stampa di Venerdì 29 Ottobre offre, secondo me, un esempio particolarmente evidente di ciò, tra l’altro individuabile anche senza bisogno di confrontare quello che il quotidiano dice con notizie riportate da altri, ma leggendo semplicemente il quotidiano stesso. Titolo di testa in prima pagina: “Nuova bufera sul premier. Palazzo Chigi chiamò la questura di Milano per liberare una minorenne fermata per furto”. Il concetto viene ribadito subito in seconda pagina, sempre nel titolo di testa: “Palazzo Chigi ha chiamato la questura per far rilasciare la marocchina”. Solo che a pagina tre, però in basso pagina stavolta, vi è l’intervista al prefetto Indolfi, all’epoca dei fatti questore a Milano. Alla prima domanda su questo punto Indolfi risponde: “Ma non è che chiedevano proprio di rilasciarla…Più che altro si raccomandavano, visto che era una minorenne, di fare quello che dovevamo fare ma di gestire la cosa nel modo più corretto possibile”. Il giornalista poi gli chiede cosa diceva esattamente la telefonata della Presidenza del Consiglio, e Indolfi risponde: “Una cosa tipo: è vero che avete fermato questa persona ? E allora fate gli accertamenti e poi vedete cosa fare… “. Così ? , chiede conferma il giornalista. "Così", ribadisce il prefetto. A questo punto mi domando: ma i titoli di testa scelti dalla Stampa, che per come sono formulati non lasciano spazio ad alcun dubbio, a quali fonti informative hanno fatto riferimento, visto che le dichiarazioni, al giornale stesso, non di uno qualsiasi ma dell’allora Questore sono state ignorate ? Misteri della stampa italiana…

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