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"Di ciò per che già Cesar, triunfando / 'Regina' contra se chiamar s'intese"

1 Novembre 2010 alle 15:31

La sortita dell'on. Buttiglione presenta la necessità, prima di entrare nel hortus conclusus del codice morale, di chiarire i preamboli senza i quali tale codice è vaniloquio. Che cosa è discriminazione? I due cardini del processo evolutivo sono la selezione naturale e la speciazione, per cui la natura sarebbe la prima a operare discriminazione mentre separa i mammiferi dagli anfibi, l'uomo dalla scimmia, i cromosomi sessuali XY dagli XX, e così via. Ora, si dà che anche la politica ha il suo “disegno intelligente”, infatti non pone tutti sotto la medesima legge ma giustamente distingue tante leggi quante sono le classi di cittadini soggetti alle stesse per ciascun criterio giuridico, altrimenti ricchi e poveri dovrebbero subire il medesimo livello di tassazione. Se la politica avesse il compito di pareggiare la natura invece che di rifletterla allora la dittatura sarebbe l’unico sistema politico conforme a giustizia, perché solo un costante atto di violenza potrebbe riequilibrare la Bilancia cosmica secondo i desideri degli uomini, che però anche nel loro candore originario discendono dal cielo della Luna volubile e non da quello di Giove sovrano, dove l’Aquila che è il corpo mistico dei giusti coglie col suo sguardo la pienezza della giustizia divina. L’arcaico costume della sodomia tiene banco nel dibattito politico solamente per un equivoco, che consiste nell’ipotesi che la differenza sessuale, sostanzialmente ineliminabile ma già alterabile per via chirurgica, possa esser cassata per via legale. Ma siccome nemo ad impossibilia tenetur, chè la legge umana non può sulla legge naturale più di quanto possa sulla legge di gravitazione universale, il discorso non inizia neppure. Sarebbe meno utopico vietare la sodomia che elevarla al rango di istituzione nuziale, perché combattere il vizio è perlomeno causa di onore mentre spacciarlo come virtù ha solo l’effetto di suscitare il ridicolo, che è il principio della satira e quindi del riso. Castigat ridendo mores.

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