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Orgoglio sudista

30 Ottobre 2010 alle 16:10

Ho letto un’intervista interessante, a Raffaele Lombardo, su il giornale. Il leader del MPA dimostra un orgoglio interessante, che sarà pure la summa dei vizi, ma quando ci vuole ci vuole. Parla della Sicilia, senza fare sconti delle innumerevoli cose che non vanno, ma al contempo rivendica l’autonomia come si deve, almeno a parole. Perfino adombra la secessione ricordando il tentativo avvenuto nell’immediato dopoguerra. Temo abbia ragione quando afferma che il federalismo (che è uno solo) non decollerà o sarà fatto all’Italiana. Aggiungo che la Lega, come da qualche tempo temo, pur di portare a casa qualcosa, è disposta a svendere la sostanza del progetto. Lombardo, sempre a parole, non teme il vero federalismo perché, da uomo intelligente, sa che “solo con la pistola alla tempia” (parole sue) la Sicilia avrà possibilità di cambiare. Vero è che il ribaltone con i federalisti tiepidi FLI e PD non depone a suo favore, altrettanto vero che tanti affermano come il centro destra in Sicilia abbia governato maluccio. La rilettura dell’unità d’Italia in Sicilia, per le ferocissime stragi compiute e da lui riportate, e il ricordo che l’emigrazione non esisteva prima dell’unità sono argomenti molto legati ad un identità non sopita. Ad ogni buon conto mi è piaciuto il suo orgoglio che gli permette di dire: noi non abbiamo bisogno del nord. E’ un ottimo inizio per cambiare senza attendere lo stato, gli altri, sempre e in ogni occasione perché la colpa è sempre fuori di noi, mai dentro. Bravo Lombardo! Le comunità o hanno senso d’appartenenza e sono in grado di modificare le storture o non esistono e sono colonie. Ci faccia sognare Lombardo perché la realtà è che qui al nord, a destra come a sinistra, si pensa al sud come inamovibile e privo di etica nazionale.

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