cerca

Come conciliate?/ 3

30 Ottobre 2010 alle 15:00

Signora D’Andrea, secondo me il disprezzo, oltre che legittimo, è un sentimento in alcuni casi anche dovuto e, in un certo senso, sano. Però il disprezzo diventa facilmente odio, soprattutto quando si parla di Berlusconi, e l’odio può far perdere di lucidità e obiettività. E mi sembra che nel suo caso il risultato di questo sentimento sia tra l’altro che lei fa un gran “frullato” di concetti che forse andrebbe valutati in modo meno confuso e semplicistico. Che il premier ami il godimento fisico, e quello legato alle donne in particolare, non c’è dubbio; che non ami quello intellettuale non so esattamente dire (intanto lui, visto che si sta parlando del tema su HPC, è laureato e ha pure studiato alla Sorbona, tiè !). Che abbia poca morale, lo dice lei, sulla base delle sue convinzioni da antiberlusconiana tutta di un pezzo e convinta di rappresentare una parte politica che può dare lezioni sul tema. Quindi non è cogliona a porre il problema dell’etica dei comportamenti ma un po’ ipocrita e molto faziosa forse invece sì. Che Berlusconi e il berlusconismo siano simboli e responsabili di tutto ciò che spiega la mercificazione della donna, l’abuso dell’aborto, la “decadenza dei tempi “, scusi ma anche questo mi sembra un uno di quei deliri antiberlusconiani che ben conosciamo. Se vuole che parliamo, in maniera razionale e anche criticamente, di un stile di vita privato del Premier che, da quando ha assunto la sua carica istituzionale, dovrebbe essere più sobrio e attento a ciò che ora egli rappresenta, sono a disposizione. Ma a proposito di conciliare l’inconciliabile: è molto difficile rendere compatibile l’odio, al livello a cui arriva nei confronti di Berlusconi, con la razionalità e l’equilibrio nelle valutazioni.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi