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Italia: non è questione di diventare normali

29 Ottobre 2010 alle 08:00

Se l'Italia fosse normale non credo che perderemmo molto, è vero, so di professionisti che chiedono cifre esorbitanti alla pubblica amministrazione, che al privato non chiederebbero. Bella furbata, però, ingrassarsi a spese del settore pubblico per poi non lamentarsi che le tasse aumentano, perchè lo Stato ha bisogno di soldi per pagare anche i suoi collaboratori. E' un circolo visioso ormai, a uscirne si pagherebbe, ma il nostro odierno stile di vita costa di più. Mi stupisco ogni giorno di come il dato elementare che non siamo più negli anni 80 e per certi lussi non abbiamo più denaro, sia così difficile da comprendere non solo dalla classe dirigente, ma anche dai cittadini. Io sono nata negli anni settanta, boom economico, ho avuto agi e possibilità, poi ho scoperto che sarei stata più povera di mio padre, ok, pazienza (a mia nonna è andata peggio, c'era la guerra) rimodulo la mia vita, costerà sacrificio, ma se lavoro bene, se mi comporto bene, il gioco vale la candela, sopravvivo alla crisi, contribuisco a costruire un mondo moderno, o magari solo un paese normale (ma perchè fare le cose a metà?). Questo vorrei sentire in giro, dai cittadini, dagli amministratori, dagli imprenditori, ecco ragazzi, c'è da fare, mancheranno i privilegi, dovremo fare senza, e basta coi piagnistei, noi qui a Prato siamo nei guai davvero, ma lamentarsi non ci tira su. Rimboccarsi le maniche si, e il fatto non è trascurabile, perchè in Italia e in Europa c'è questa ostinazione a pensare che lo status quo non si tocchi, che dobbiamo lavorare come prima e avere gli stessi ricavi, gli stessi privilegi, nulla deve cambiare, basta che lo stato a tempo debito ti salvi. Non è questione, per noi italiani, di diventare normali, non lo siamo mai stati, è questione di essere più realisti e onesti di quanto non siamo mai stati e soprattutto di ritrovare l'entusiasmo e la voglia di fare, nell'esercitare il nostro italico talento: sopravvivere (ai nostri vizi), inventare, conquistare (il mondo).

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