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Evidentemente anche Fini ha letto Gomez Davila

28 Ottobre 2010 alle 18:20

Concordo. Ma quale “tradimento”! Pontificare “per intervalla” dal calduccio dello scranno più alto della Camera, delegare a pensatori d’ottobre il manifesto del futuro sperabile, indossare la giacca del politico di razza che si ribella al “degradante clichè di una italietta furba e inconcludente” (ma anche l’abito scuro dello statista di spessore che ha in animo di “sottoscrivere un nuovo patto fondativo”) per finire poi a gingillarsi nell’alternativa tra “bipolarista ed emulo di Dini”, perché mai dovrebbe dar corpo a una così infamante accusa, “anticamera della faziosità deformante e becera”, domicilio di “categorie moralistiche e fanatiche”? Si tratta solo di piccoli cedimenti all’incertezza operativa di chi si è votato ad un grandioso sforzo di rigenerazione politica. Si tratta solo di aspettare un po’ di maturare idee più chiare. Di coglier suggerimenti e procedere di conseguenza. In fondo, si tratta solo di guardare Berlusconi: “Nessuno sa esattamente cosa vuole finché il suo avversario non glielo spiega”. Evidentemente anche Fini ha letto Gomez Davila.

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