cerca

Ancora una dimostrazione che quando Procura vuole...

27 Ottobre 2010 alle 20:30

Si legge: "Per la prima volta non è trapelata un’indiscrezione, non è uscita dalle stanze del tribunale una sola carta, i cronisti giudiziari sono stati costretti ad almanaccare senza trovare sponde o gole profonde". Non è una buona notizia, o meglio lo è nel senso che dimostra chiaramente quanto sia ipocrita e malleabile il sacro principio "La legge è uguale per tutti". Con buona pace di chi se ne riempie strumentalmente la bocca, biascicandolo per ogni dove. La procura non ha dato nessun buon esempio, ha solo seguito la procedura corretta: riservatezza e tempi brevi, la stessa che in tutte le altre occasioni era stata, con voluttà, ripetutamente stuprata. Il cittadino comune lo ha capito perfettamente. E scrolla la testa di fronte al tentativo di costruire un politico immacolato. L'ennesima presa per il lato b. Se Fini fosse quell'integerrimo paladino della legalità, come noiosamente si proclama, avrebbe dovuto, come uomo pubblico, dare lui stesso la notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati. Non l'ha fatto: miserando, squallido, pavido comportamento di un personaggio guidato solo dalla sue frustrate ambizioni.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi