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Ricordando il Merlo che fu

26 Ottobre 2010 alle 09:40

Mi piaceva molto Merlo, quando era editorialista del Corsera. Mi piaceva il suo linguaggio elaborato e sofisticato ma sempre chiaro e al servizio di un’ironia acuta e lucida. Il Merlo di Rep. è diventato per me un altro giornalista, quasi irriconoscibile. Mi sembra che abbia perso il senso delle proporzioni, la giusta misura nel giudicare e descrivere le cose, e che la sua ironia sottile abbia lasciato il posto a uno stile acido e sprezzante. L’articolo di Sabato, con la sua invettiva contro Bertolaso, è molto rappresentativo di questo nuovo corso. Per il giornalista Bertolaso è un corrotto, mandato spudoratamente a risolvere un problema che nasce dalla corruzione. Ed è un uomo la cui immagine è così sporca da richiamare questa idea di sporco anche fisicamente. Ora, dice Merlo, "gli italiani" (l'intero popolo italiano ?) vedendo il corpo asciutto e in forma di Bertolaso non possono che pensare ai massaggi al Salaria e osservando il suo abbigliamento sportivo non possono che immaginare Bertolaso pronto a scappare dai carabinieri. Quello che invece non ho potuto evitare di pensare io, nonostante sia italiano, è che Merlo si stava scagliando, con quel disprezzo e con quella durezza, contro una persona che per ora è solo indagata e non si sa neppure se verrà rinviata a giudizio (questi rappresentanti della sinistra, culturalmente e antropologicamente cosi evoluti, ma così disattenti ai principi più elementari dello stato di diritto). Comunque rimpiango il Merlo di un tempo, quello che coi suoi articoli, spesso molto critici verso la destra, sapeva far sorridere e riflettere al contempo. Se posso dare il mio modesto parere, passare a Repubblica non gli ha fatto mica bene.

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