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Toniche e pensieri consunti

25 Ottobre 2010 alle 20:50

Il Direttore scrive nella sua arguta analisi sugli azzeccagarbugli: “E’ imbarazzante l’idea che i sapienti della Repubblica costituzionale non ci arrivino”. Condivido l’imbarazzo istintivo della ragione, ma è la stessa che poi mi sussurra: “Guarda che sono degli azzeccagarbugli, perciò…”. Quanto sia greve e quanto panico, susciti la suggestione innovativa e l’ineffabile, aliena figura politica del Cav., è dimostrato dall’ostilità ossessiva nei suoi confronti da parte di tutti coloro che hanno vita nell’immobilismo sociale ed istituzionale. La saldatura, tra i duri nostalgici che, come nota il Direttore possono in parte essere compresi, e i moderni tribuni si spiega con l’incubo del cambiamento di status considerati immutabili. Il 1994 fu, per le loro certezze, il momento del rabbioso, incredulo sbigottimento. Lo stesso che provano i convinti d’aver credito, che si vedono rifiutare i loro “pagherò”. Nel 2008 una nuova ondata di terrore li travolse. Si acquattarono per sopravvivere, nei sicuri rifugi magistralmente, istituzionalmente e mediaticamente blindati. E da lì tramare la Restaurazione, preparando il congresso di Vienna, che dovrebbe celebrarsi col governo di transizione. Fini si crede il nuovo Talleyrand; ma non ha studiato teologia nel seminario di Saint Sulpice. Exanimis homo est.

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