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Fini

25 Ottobre 2010 alle 14:00

Apprendo che per il Presidente Fini “In una società più o meno liquida, il partito carismatico è il miglior strumento per vincere le elezioni, ma il peggiore per governare”. A parte moltissime altre e possibilissime osservazioni: ma che cavolo vuol dire società liquida? Se ce lo spiegasse o, meglio, se gli venisse scritto dai suoi ghost writers così che lui prima, prendendosi tutto il tempo necessario, lo imparasse per poi rendercene edotti, forse capiremmo molto meglio la strategia del navigatore Fini. Che poi liquida è un termine davvero troppo sibillino. Intende forse, per dire, società danarosa? Non è detto. In quella infatti Berlusconi sarebbe indiscutibilmente il primo e lui, credo di immaginare, solo il secondo e senza possibilità di proclamazione. E allora? Chissà, fino a che non ce lo avrà spiegato resteremo in ambascie. In realtà temo possa essersi trattato del solito giochino da satrapo mancato, che dalla distruzione del sistema politico (come lui lo conosce) è convinto di ricavare, finalmente, un tornaconto anche in termini di potere reale e non condizionato, dato che non gli basta il tornaconto politico, che ha già ottenuto in gran quantità e, diciamo così, forse in misura esagerata. Personalmente gli ricorderei che alla distruzione di un sistema politico ha già partecipato con incomprensibile entusiasmo e con i risultati che ben sappiano. E, poi, se davvero fossimo una società veramente liquida avrei una domanda per lui: visti i suoi oramai non pochi passati, considerata la profonda lealtà che per quanto è dato vedere lo lega solo a se stesso, ricordata la profonda democraticità nella gestione dei partiti che ha avuto tra le mani, da tutti ben conosciuta, visti i modi di esercizio delle sue funzioni istituzionali, sui quali non commento, tra i tanti liquidi possibili di una società liquida, il presidente Fini che liquido sarebbe mai?

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