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"Credea Cimabue nella pittura/ tener lo campo e ora ha Giotto il grido"

25 Ottobre 2010 alle 20:00

Mi pare che il sindaco di Firenze -Renzi -abbia spiegato chiaramente quale è la struttura di base della politica. Essa è una lotta per il predominio, non quella marxista fondata sulla coscienza di classe, ma quella naturale delle generazioni giovani contro quelle vecchie. Così avviene tra i lupi, i leoni e tutte le altre fiere di branco; non si spiega -dunque- perché dovrebbe essere diverso tra gli uomini, soprattutto in un dominio di fiere ove -per usare una immagine di Rino Formica- si versa sangue e merda. E' conforme alle leggi di natura, che -compiuto il loro sevizio epocale- i vecchi si ritirino quiescenti e passino il comando ai giovani, più abili e idonei a sopportare la fatica del governo. Essi solo sono forniti delle virtù nobili di servire la collettività servendo la propria ambizione. I vecchi mancano di tale virtù di fare avvenire il nuovo, sono reazionari e perciò -dissimulando la loro debolezza simulando la prudenza- divengono tenaci custodi del loro privilegio. In autunno ogni foglia che resta attaccata a un ramo deve cadere, senza attendere la furia della bufera invernale. Solo quelle verdi sul ramo d'oro della sapienza possono oltrepassare le loro stagioni; ma a guardarsi intorno non si vede in giro nessun Solone, come Lippi non vedeva alcun Pelé degno di comparire in nazionale. Perciò in attesa delle apparizioni fatali accontentiamoci delle risorse della natura, che fa e disfa le generazioni secondo l'anagrafe del tempo.

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