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When movies weare movies

21 Ottobre 2010 alle 19:40

Un tempo,quando si lanciava l'uscita di un film, i promotori dello stesso lasciavano intendere come i protagonisti avessero avuto una storia sul set, oppure,in alternativa, che la love story fosse finita sul set a causa di una nuova fiamma dell'uno o dell'altra , sempre sul set. Tutto questo accadeva when movies weare movies e gli spettatori correvano in massa a cinema. E Oggi? Oggi si promuovono gli spettacoli televisivi. Come? Elementare. Approfittando di un direttore generale Rai privo di qualsiasi comprendonio in ordine alla conseguenze degli atti compiuti, un gruppo di giocherelloni "alla Resistenza" (Stasera che facciamo? Giochiamo alla Resistenza? Si, Si), si fanno censurare dal buontempone Masi. Poi vanno in onda regolarmente e giù ascolti a go' go'. Anche l'ottimo Mentana (Masi qui non c'entra) scambiato per censurato Mediaset ha un successone, come un tempo al pastore "Serafino" bastò invitare un gruppo di miliardari censurati, pluripremiati, per battere ogni record di audience. Masi, Masi, Masi, parli bene di costoro, ne parli benissimo e dica che a Berlusconi non dispiacciono e che li vorrebbe tutti a Mediaset. Dica che sono bravi, dica che Feltri e Belpietro vorrebbero essere bravi quanto loro. Lo dichiari, appenda manifesti, si scioglieranno come neve al sole e cambieranno gioco. Non più al gioco della Resistenza ma a palla prigioniera.

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