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Le responsabilità circa la crocefissione di Gesù

20 Ottobre 2010 alle 15:30

Il sig. Tassinari azzarda l’oppotunità di scuse da parte di un qualsiasi movimento ebraico, per la crocefissione di Gesù, forse rifacendosi alle scuse fatte dal Vaticano circa alcuni errori commessi nel passato. Personalmente ho sempre trovato l’accusa agli ebrei di deicidio come assurda e vergognosa. Se ci sono delle responsabilità, queste ricadono su alcuni capi religiosi di allora e sulle persone eventualmente presenti. Quante persone? Qualche centinaia? E’ banale, ma il resto del popolo ebraico, per dire un pastorello della Galilea, un falegname di Gerico, un pescatore di Haifa o Gaza, non essendoci TV, giornali o altro, sicuramente non ne sapevano nulla. Eppure gli ebrei, a causa quest’accusa, hanno pagato per secoli un carissimo prezzo. C’è poi un altro grosso problema, accuratamente rimosso fin dai primi secoli per convenienza: se è vero che alcuni sommi sacerdoti portarono in giudizio Gesù, è altrettanto vero che processo, flagellazione, condanna e esecuzione della pena li fecero i Romani, anzi direi l’Imperatore per mezzo dei suoi rappresentanti in loco (si sa che i Romani non erano certo delicati nell’azione di governo), che quindi evidentemente sono obbligati in solido se non addirittura complici diretti. E chi sono i principali eredi dei Romani? Dovendo trovarne uno, sono gli italiani, più probabilmente, azzardo, il nostro governo. Deve quindi Berlusconi scusarsi presso tutti i cristiani del mondo per la crocefissione di Gesù?

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