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La nazione multiculturale

19 Ottobre 2010 alle 13:50

Premetto che esistono individui e famiglia che si sforzano di rendere fiero il paese che li ha accolti e aiutati. A loro và la mia solidarietà. Mettiamo da parte il concetto di nazione, già di per s'è vago, rifacciamoci al concetto di popolo. Il popolo tedesco con i suoi eroi ed i suoi errori ha prodotto un ambiente democratico e prospero per i propri eredi ed ora deve spartirlo con una quota di immigrati appartenenti ad una etnia e religione famosa per non voler integrarsi. Siamo di fronte ad una immigrazione assai differente da quella dei nostri connazionali in America, o dei Polacchi in Belgio e in Inghilterra o degli indiani in Inghilterra. Tutte etnie appartenenti a ceppo Europoide e di religione simile o tollerante come Buddismo o Induismo. Tutte religioni che inoltre non si intromettono negli affari di stato (dai a Cesare quel che è di Cesare) al contrario di quella islamica che invece in ambito tribale assurge a legge universale. Diciamoci la verità, qualcuno ha mai visto un barcone di cinesi approdare a Lampedusa? La verità è che non ne hanno bisogno, arrivano, anche clandestinamente, e lavorano. Nessuno sà come vivano e quando muoiono. La comunità islamica invece apre una sfida evidente alle democrazie europee, pretende "le beurre e l'argent du beurre", resta tra quel peloso pietismo di chi pretende assistenza e uno sprezzante rifiuto delle regole autoctone al paese che li accoglie. Sulla base di una situazione di questo tipo mi vien da pensare che la grande qualità del popolo tedesco è sempre stata l'efficacia, non la pazienza.

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