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La danza degli spettri

18 Ottobre 2010 alle 18:10

La situazione dei cristiani in terra musulmana secondo il rapporto Americano, diffuso dal Foglio, colpisce per la parola futuro. Il futuro non esiste, perché già consumato. Che futuro ha una popolazione che conta dodici milioni di persone sparsa in decine di paesi dove sono perseguitati? Nessuno, se si riflette che fino a pochi decenni fa erano più del doppio. Il disinteresse delle cancellerie occidentali verso il genocidio perpetrato ai danni dei cristiani e cosa nota. L’occidente è ateo e poco interessato a temi di libertà religiosa in casa d’altri. Attivo solo nel denunciare ingiustizie se non si permette di costruire moschee ai musulmani in Europa e sempre ben coadiuvati dai buoni cristiani di casa nostra: il diritto all’accoglienza innanzi tutto. Quello che suscita indignazione è il buonismo pacifista a senso unico di molti cristiani che hanno sposato il moloch della bontà luciferina, dimentichi che la via per l’inferno è lastricata di buone intenzioni. Questa consorteria fraterna esclude, non parlandone mai, l’ipotesi stessa di genocidio e tanto meno cerca di aiutare quei martiri. Loro sono i veri ultimi, esclusi dal desco comunitario perché testimoniano l’impossibilità del “dialogo”. Loro sono il prezzo della nostra paura e della nostra vile bontà. Magnifico e terribile l’articolo di Schwed di qualche giorno fa dove l’antisemitismo, orribile perché normale, emerge in tutta la sua malignità. La banalità del male che alligna anche nelle candide coscienze. Si parla d’orchi e mi domando cos’e il fariseo cattolico che si straccia le vesti se s’interrompe il flusso di clandestini e volge lo sguardo altrove quando i suoi fratelli sono trucidati Gli ultimi testimoni d’oriente hanno già un piede nella fossa, fastidiosi spettri della nostra cattiva coscienza. Uomini sacrificabili e sacrificati al dio corano, con la nostra complicità.

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