cerca

Ma i Serbi non sono il male assoluto

14 Ottobre 2010 alle 17:10

La Serbia non lo è mai stata ma ancora oggi come ieri la si vuole far passare per tale. Dopo Genova la stampa italiana (salvo le eccezioni di quella sinistrata con la quale su questo tema mi trovo stranamente in accordo) con una reazone pavloviana ha immediatamente riproposto la vulgata del Serbo con le mani intrise nel sangue di generazioni di inermi vittime del proprio espansionismo (sic) mosso da un inemendabile e barbaro nazionalismo. Bullshit. E della più becera specie. Ma servirebbe masticare libri di storia per capirlo e naturalmente non si puo’ pretendere questo da un opinione pubblica oramai diseducata al pensiero critico. Alla Serbia si collega tutto il male possible dalle Zastava mal costruite fino al massacro di Srebrenica. Sarebbe difficile riepilogare in poche righe quanto distorta sia una tale visione e ancor piu complesso spiegare invece quale ruolo abbia avuto la Serbia nella costruzione della identità Cristiana in Europa, proprio quella che i burocrati di Brussells si sono determinati di cancellare dalla memoria collettiva. La Serbia rappresenta oggi, pur tra inevitabili contraddizioni, uno degli ultimi fortini dove ancora vive la prassi e la memoria storica del cristianesimo delle origini. Anche Costantino e sua madre Elena erano Serbi. Gli utili idioti che a Genova hanno danneggiato soprattutto il paese dal quale provengono sono invece il frammento di una strategia politica interna alla Serbia stessa ma che rimanda ai rapporti tra Belgrado e l’asse Brussels/Washington dove si mira a espungere dal paesaggio culturale la storia di questa parte di Europa. A quel punto la via verso il futuro radioso pianificato da banche e mercati sarebbe un po’ più agevole.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi