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Guerre moderne/ 3

14 Ottobre 2010 alle 08:00

La sua obiezione contiene qualche inesattezza. Resta il fatto che Saddam Hussein non era filo occidentale e forniva 25 mila dollari alle famiglie dei kamikaze palestinesi. La prima guerra del golfo, partecipata anche da molti paesi arabi, ha determinato la sua caduta. Bisogna poi distinguere le guerre prima e dopo la fine dell’Urss. I russi in Afganistan hanno visto Bin Laden ricevere armi dall’occidente, mentre oggi è il ricercato numero uno. Voglio semplicemente affermare che l’esportazione della democrazia in paesi distanti come l’Afganistan è molto problematico. Inoltre condurre guerre “chirurgiche”, mentre l’avversario è crudele, quanto noi durante la seconda guerra mondiale, è asimmetrico e porta in se il germe della sconfitta. Così almeno secondo Luttvak e credo abbia ragione. Resta il problema dell’Islamismo che è oggettivamente un pericolo per l’occidente. Ecco perché sono dell’opinione che, nel muovere guerra se esiste un pericolo per l’occidente, bisogna rimuovere il dittatore di turno con un altro, più vicino a noi. Restare per anni significa, per quanto sopradetto, essere sconfitti. Non penso in particolare all’Italia, dove l’ipocrisia è costume “costituzionale”, infatti, dobbiamo far finta d’essere forza di pace quando in realtà i nostri reparti combattono e pure bene. Immagini se un soldato per errore dovesse uccidere dei civili: corte marziale, fucilazione, una tragedia. La guerra, anche fatta con i guanti, qualche rischio lo prevede.

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