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Espianti/ 5

14 Ottobre 2010 alle 21:20

Torno sull’argomento donazione degli organi. Ho profondo rispetto per chi si iscrive all’AIDO ma rispetto anche chi, per paura di essere morto solo clinicamente, pensa di poter provare dolore durante l’espianto perciò non ritiene di doverlo fare. In quanto al consenso di espianto degli organi per un minore credo sia una delle tante decisioni che noi genitori prendiamo per i nostri figli, non è un abuso, è un assunzione di responsabilità che senz’altro avviene in buona fede: chi dona sa che la reciprocità può salvare la vita a suo figlio. Però contesto nel modo più fermo l’obbligo invocato dal signor Grosso. La scienza progredisce, si è arrivati al trapianto degli arti, ecco da qui parte il mio invito ad una riflessione. L’espianto può avvenire dopo 6 ore dalla morte cerebrale, anche per i bambini. E’ un tempo che può essere insufficiente all’arrivo dei genitori qualora, per esempio, si trovino all’estero. Perciò, fra una ventina d’anni, grazie a ulteriori progressi scientifici, potrebbe capitare che dei genitori che chiedono di vedere il corpicino del figlio morto in un incidente si sentano rispondere che non è possibile perché è già stato … be’ immaginate voi il termine, a me fa orrore.

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