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Quale riforma della giustizia?

11 Ottobre 2010 alle 14:00

Su passati fatti di cronaca nera, i Tg ogni giorno ci raccontano tutto quello che, soprattutto i familiari delle vittime non vorrebbero mai sentire (con la comune solidarietà del popolo "utente"). Periodicamente ricorre il programma di "Riforma della Giustizia", ma non quella che vorrebbe il "sentimento popolare" sul rigore della pena, senza scappatoie, "riti abbreviati" e prescrizioni. Qualche anno fa arrivò a conclusione una riforma, ma, trattavasi di riforma delle carriere dei Giudici (al quale il cittadino non è particolarmente interessato). Ora siamo alla vigilia di altra riforma ma per sveltire i tempi dei processi (con rischi di prescrizione degli stessi?). Inoltre, bisognerebbe ricordare a qualcuno che non simpatizza con le intercettazioni, che grazie a queste si è potuto arrivare al mostro colpevole del delitto di Avetrana. Penserei, piuttosto, che il popolo, per riforma della giustizia, intenda ben altro quando si assiste ad assassini che dopo 10/15 anni già cominciano a lasciare il carcere? Per esempio, quale futura benevolenza toccherà, in un domani, il mostro di Avetrana? Venendo così a mancare un adeguato rapporto punitivo, "vittima-carnefice", per la "pietà" andare ad altro capitolo. Il cittadino sui Tg vuol "sentire applicato" il concetto di "G"iustizia non stridere con provvedimenti del tutto incomprensibili (al comune sentimento) e magari frutto di analisi superficiali

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