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Sogno o son desto?

10 Ottobre 2010 alle 10:20

Passato il primo momento in cui un dilettante come me si lascia prendere dalla “pancia” ho fatto una riflessione sulla vicenda Giornale-Marcegaglia. Una cosa è emersa in modo inequivocabile, gli organi di informazione possono essere intercettati, i telefoni dei giornalisti possono essere messi sotto controllo ad esclusivo arbitrio di un qualunque magistrato. Solo un ingenuo o un partigiano obnubilato può pensare che sotto controllo siano solo gli opinionisti antiberlusconiani. La magistratura ha un potere immenso, lo usa spregiudicatamente e si arroga il diritto di scegliere come e quando e a carico di chi intervenire. La magistratura intercetta quindi rende pubblico ciò che vuole, quando vuole e inquisisce chi vuole, non esiste, per ovvi motivi, un deposito di tutte le intercettazioni in modo che si possa verificare l’imparzialità dei magistrati e questo conferisce loro un arbitrio spaventoso. La parte dell’informazione che oggi si sente tranquilla un domani potrebbe venir processata semplicemente perché un certo magistrato ritiene che non la pensi in modo sufficientemente estremista come lui vorrebbe. Mi chiedo come di fronte ad una simile possibilità l’informazione tutta e la politica di qualsiasi schieramento non capiscano che bisogna porre dei limiti invalicabili alle intercettazioni. C’è un potere, quello giudicante, che sta prendendo il sopravvento su tutti gli altri poteri e su tutte le istituzioni e organizzazioni che si fanno da contrappeso l’un l’altra come è giusto che avvenga in una democrazia: un contrappeso alla magistratura non sembra esserci. Spero di sbagliarmi e di svegliarmi scoprendo che è solo un brutto sogno, ma se così non fosse credo sia ora che qualcun altro si svegli, e subito.

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