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L’informazione e la magistratura

10 Ottobre 2010 alle 13:50

La vicenda del Sallusti-Porro è veramente uno spartiacque. Nessuno ha mai perquisito giornali o abitazioni di giornalisti. In epoca fascista si faceva a Roma come a Berlino o più recentemente nella DDR. Il fatto inequivocabile è che i giornali di destra sono sotto attacco della magistratura e anche dei terroristi, vedi caso Bel Pietro. La libertà d’informazione deve essere garantita a tutti non solo a Repubblica, al Fatto, all’Unità o ai Santoro e Floris. Capisco che l’attacco a Fini su Montecarlo abbia infastidito non solo il presidente della camera, ma anche tutta la sinistra che vede il nemico Berlusconi alle corde. Però agire in quel modo è preoccupante. La mia paura è che attraverso una telefonata di Porro, scherzosa, come afferma, si è voluto perquisire il Giornale e la casa del direttore per acquisire eventuali documenti atti a dimostrare la non estraneità di Berlusconi sull’affare Montecarlo. La Marcegaglia è il pretesto, ma l’obiettivo è sempre lui, il Cav. Per non essere frainteso non penso che Fini o chi per lui avesse legami organici con Woodcock, penso invece sia iniziativa autonoma della magistratura Napoletana. Woodcock è certamente garanzia di flop, quindi alla fine, questo polverone gli si ritorcerà contro. Resta insoluta la questione giustizia che ormai acquisisce sempre più un carattere poco chiaro. La punibilità del giudice è non procrastinabile perché altrimenti, come già accade, e come accadrà in futuro sempre più, venti magistrati ben schierati sono sufficienti per fare qualunque macello alla faccia della democrazia.

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