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La colonna infame

8 Ottobre 2010 alle 13:00

Francamente è difficile a questo punto sostenere che taluni magistrati rivestano professionalmente il profilo istituzionale previsto dalla funzione. Non per avviare l’ennesima polemica contro i giudici, la politica o il governo. Dovrebbe però oramai risaltare agli occhi di tutti che, per un motivo o per l’altro, l’azienda magistratura è oramai ingestibile e se dovesse rispondere alle regole dell'industria sarebbe stata dichiarata fallita da anni. A chi addossarne la responsabilità appare, alla De Gaulle, “un vasto programma” ma la tenacia con cui un potere costituzionale, attraverso la ben nota e pubblicamente rivendicata attività di taluni giudici, il cui unico merito è quello di aver superato un concorso pubblico senza ulteriori esami professionali, persegue sistematicamente obiettivi politici secondo una propria ideologica visione dello stato ed attraverso metodi medievali, ha ottenuto il solo risultato della paralisi politica del paese, aggrovigliato in una trama di insinuazioni,sospetti,accuse,ricorsi,controricorsi. Adesso anche la libertà di stampa viene presa in ostaggio e si relativizza, con buona pace del buon senso e soprattutto della verità. Che pena!

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