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Coerenza sogno perverso

8 Ottobre 2010 alle 11:20

Abbiate pazienza ma sono un po’ ottuso, o forse molto. Dunque, ricapitoliamo. Il 15 Settembre Porro minaccia Marcegaglia. La magistratura registra le telefonate. Marcegaglia conferma le minacce il 5 Ottobre solo perché convocata dal procuratore in quanto persona informata dei fatti. Prima domanda: perché qualcuno stava intercettando le telefonate tra Porro e un collaboratore di Marcegaglia? Qual’era il reato che stavano cercando di provare? Non certo le minacce perché non c’erano ancora state, perciò a quale titolo stavano intercettando, si può sapere, qualcuno può permettersi di domandarlo ai magistrati o questi sono intangibili a prescindere? Marcegaglia dichiara di aver ricevuto minacce il 15 Settembre, minacce che rappresentano “un rischio reale e concreto per la mia immagine e la mia persona” però non sporge alcuna denuncia, cerca di aggiustare le cose. Non è Marcegaglia che espelle dall’associazione che dirige gli industriali che non denunciano le minacce mafiose? Minacce che magari consistono nell’incendio della fabbrica e nella promessa che la prossima volta toccherà ai figli del proprietario, minacce, a me sembra, un po’ più “birichine” di quelle di due giornalisti eppure lei, donna coraggiosa, non si rivolge alla Giustizia nonostante il “rischio per la mia persona”, cerca un accomodamento. Ohibò, un briciolo di coerenza in questo paese è sogno perverso?

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