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Perché la sinistra è tanto repellente

6 Ottobre 2010 alle 17:00

La destra è repellente perché lo dicono a sinistra? Embè? La sinistra ha alcuni meriti ormai risalenti ai primi decenni del secolo scorso, poi il deserto. Storia, non attualità. La sinistra è incapace di valutare la realtà, proprio perché, come qualcuno ha affermato teorizza non un’utopia bensì un’astrazione dalla realtà stessa. La diversità antropologica, parto di questa chimera, esiste, ma la rivendico per me, per noi, di destra non già per loro. La supposta maggior cultura del popolo di sinistra è una bufala o meglio alice nel paese delle meraviglie. I cosiddetti intellettuali di sinistra si occupano prevalentemente di psicologia e letteratura, nel senso degli ultimi romanzetti pubblicati e sugli adolescenti sono ferratissimi. Sanno tutto di Moccia e della Fedrigotti Mazzanti vien dal mare. Carenti in storia, filosofia e comprensione dei fenomeni religiosi al limite della decenza. La pittura inizia nel novecento. Chiunque del resto può sproloquiare su Fontana, che comprendono appunto perché non c’è nulla da comprendere. Che avrebbero da dire su Piero della Francesca? Nulla. La storia d’Italia inizia nel 1948: prima è nebbia. Unico vago ricordo del passato l’unità d’Italia, perché ha qualche aggancio col presente. Si sentono Europei solo perché anche nel continente si consuma cocaina, ci si ubriaca e c’è un sentire filo islamico che fa molto figo. Per non parlare delle preferenze sulle liste elettorali. Ma come? Per decenni ci hanno spiegato che erano l’inghippo per il voto di scambio e adesso sono democratiche? Ma ci prendete per il culo?

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