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Nobel il dinamitardo

5 Ottobre 2010 alle 22:00

La scienza è un'ostensione di potenza, il suo percorso è costantemente vagliato e le sue scoperte filtrate affinchè essa non si discosti dalla duplice via di rafforzamento dei poteri già costituiti, ovvero dall'ideologia e dalla tecnologia correnti che poi nella guerra si trovan sempre gemellate: Alfred Nobel fu pur sempre l’Archimede della dinamite. La stessa comunità scientifica ha non altra funzione che quella inquisitoria, gli eterodossi sono da essa esiliati e costretti all'anonimato laboratoriale; per converso i campioni del prometeismo tecnoscientifico sono ovunque conosciuti e ovunque premiati, a indicazione dell’orientamento spirituale delle nostre elites culturali. La follia alchimistica dell’omuncolo in provetta che ancora Goethe riconduceva ad artificio demoniaco è divenuta col neo-decorato Edwards questione da ipermercato transuterino, biocapitalismo distopico oltre tutti i futuribili orwelliani: una civiltà di becchini premierebbe i suoi boia. Questo ennesimo Nobel ignobile s’accoda a una lunga fila di immeritevoli nei vari campi che ha tra le sue ultime comparse i vari Obama, Gore, Saramago, Fo. Se il prestigio di un premio è deducibile dall’eccellenza dei destinatari dello stesso possiamo considerare un atto di rispetto che l’Accademia svedese si sia astenuta dal nobelizzare il nostro Nicola Cabibbo, salvando così una gloria italica dalle grinfie del nichilismo scandinavo.

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