cerca

Liberarsi della sindrome di Stoccolma

5 Ottobre 2010 alle 19:40

Il Direttore scrive: "Eppure, nonostante tutto questo, la sinistra si guadagna la pagnotta della simpatia universale, la destra in ogni campo soffre di una forma di disprezzo pubblico che è poi il nucleo dell’ideologia dominante”. Perché? Il cittadino comune, proprio per il suo “nonostante tutto questo”, se lo chiede. E trova una risposta, magari banale e semplificatrice ma che sente a pelle: la sinistra libera dai complessi di colpa esistenziali e offre variegati alibi morali. Sentirsi svincolati da simili zavorre, è piacevole, allettante e ci proietta nel mondo dei migliori. Miliardari e capitalisti si può essere, eccome, basta dichiararsi o apparire di sinistra, l’esserlo è irrilevante, perché quanto di nefasto, riprovevole e sconveniente si attribuisce a quei termini, si volatilizzi. Idem per “borghese” e, per tutte le connotazioni che, riferite alla destra restano malefiche. La pagnotta della simpatia non si nega a chi si pone come il nuovo “Agnus qui tollis omnia peccata mundi”. La cultura è impegno, fecondo e tormentato della mente e dell’anima, cioè tutt’altro. Per un Cacciari che vive questo assillo, altri mille optano per la vita culturalmente comoda del politicamente corretto. Il preteso fascino culturale della sinistra è l'equivalente della sindrome di Stoccolma. Se ne sei affetto, mai e poi mai lo porterai al vaglio della ragione, perché dovresti uscire dal gregge adorante e conformista che tanto appaga il desiderio di sentirci buoni. Per sublimare la nostre marachelle.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi