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Da Erode a Pilato

5 Ottobre 2010 alle 18:00

Ovunque c'è un potere, c'è un abuso di potere; se il legislatore lo sanziona è perché la prevaricazione appartiene alla costituzione umana, più che politica, e quella civile cerca di correggerla invano. Se il parlamento e il governo possono promuovere e approvare leggi ingiuste, respinte dalla corte costituzionale, se il presidente della Repubblica può essere messo in stato di accusa dalle camere riunite, non si spiega perché i giudici non possano essere giudicati per la loro ingiustizia. Se il giudice di un giudice è un giudice togato, la democrazia diventa una oligarchia giudiziaria, quod magistratibus placet legis habet vigorem. La provocazione di Berlusconi di una inchiesta parlamentare è una pratica democratica, che chi ha studiato diritto romano dovrebbe conoscere: si tratta della provocatio ad populum, che decide se un cittadino e a maggior ragione un magistrato è colpevole o innocente; ma la nostra democrazia indiretta è ben diretta dai poteri occulti, dagli Azzeccagarbugli che scialano alle corti dei potenti e poi mettono alla porta l'ingenuo Renzo forestiero.

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