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La strada per l'inferno

4 Ottobre 2010 alle 17:20

Gli anni 70 li ho trascorsi in fabbrica come capo del personale. Tobagi ed altri bersagli umani facevano parte della “meglio gioventù”, quella vera, costituita da milioni di lavoratori che affollavano gli stabilimenti e le aziende, combattendo quotidianamente la battaglia per la sopravvivenza. Di un’altra Italia, che tenne duro e consentì a tutti noi di evitare il peggio. Di un paese rappresentato da migliaia di uomini, dirigenti, funzionari e sindacalisti che, armati del solo buon senso e spesso abbandonati a se stessi dalla sottovalutazione del fenomeno terroristico, riuscirono con coraggio a disinnescare nei luoghi di lavoro più devastanti ripercussioni. Dal senso di responsabilità della classe operaia, che non cadde preda del fascino dei “compagni che sbagliano”. Dalla determinazione di una generazione di uomini d’azienda e maestranze che, con grave rischio personale, contrastarono ogni forma di contrapposizione violenta. Sembra purtroppo che la lezione non sia ancora bastata. Ha ragione Marchionne: qualcuno ha nuovamente e preditatamente aperto le gabbie dello zoo e non si vedono in giro uomini della stoffa dei loro padri. Che il Signore ce la mandi buona!

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