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Cogita et labora

4 Ottobre 2010 alle 19:50

Dalla rassegna stampa Foglio di oggi: «Forse ora diventerò per alcuni impopolare, ma non dico più solo le cose che le persone vogliono sentirsi dire» Queste parole sono il nocciolo politico dell'intervista di Blair al Corriere. E' infatti, un atto politico, dichiarare che il politicamente corretto è mistificazione, in sé e per sé. Come è un atto politico precisare che: "...non dico più...", ammissione di una ineluttabilità della comunicazione politica di non poter dire le cose come stanno. E' difficile però sfuggire all'imperativo "democratico" della necessità di avere consensi e voti. Più ne hai, più forte sei. Per conquistarli devi usare il linguaggio della massa. Che consiste nel dire quello che vogliono sentirsi dire. Il cerchio si chiude. E' buffo: la disputa non nasce tanto sulle cose desiderate, ma solo sul "cosa e come fare" per realizzarle. Il motto "Si vis pacem, para bellum" è emblematico. Tutti vogliono vivere in pace: ma si passa dallo scudo spaziale al disarmo universale. Si passa dalla guerra fredda, che ha impedito la catastrofe nucleare, alla proposta di volerci tutti bene e di sentirci tutti fratelli. Gli esempi del primo "modus operandi", non mancano, quelli del secondo non sono compiutamente realizzati e presenti neppure nell'ambito delle religioni e della famiglia. Allora? Se provassimo ad accettare la nostra natura umana per quello che è veramente, senza pretendere di cambiarla ma utilizzando razionalmente le sue contraddizioni per mitigarle e armonizzarle reciprocamente, forse faremo qualche passo avanti. Consapevoli che si tratta di un processo continuo, da guadagnarci giorno per giorno e no di una soluzione definitiva.

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