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La Pomigliano di via Solferino

3 Ottobre 2010 alle 12:40

De Bortoli non si crede Marchionne ma più semplicemente ha dovuto prendere atto che rifiutarsi di affrontare la intoccabile rigidità contrattuale, difesa contro ogni logica da un sindacato fuori del tempo, sarebbe una irresponsabilità imperdonabile per un capo azienda. Prima della tragedia Alitalia si potevano trovare nel contratto di lavoro degli assistenti di volo perle quali il diritto, per le hostess, ad usufruire di due riposi fisiologici mensili per la note necessità femminili. Unico contratto al mondo, quasi che le Italiane fossero due volte femmina! Ed affrontando una analisi razionale della attuale contrattualistica nazionale potremmo trovare centinaia e centinaia di simili norme costose ed oramai superate che il sindacato difende quali conquiste consolidate con buona pace della ragione, della produttività e dei costi economici. Più modestamente e senza la spinta mediatica e capacità industriale della Fiat tante aziende, incalzate dalla concorrenza internazionale, hanno tentato di scalfire l’ingessatura dei contratti di lavoro di varie categorie tentando di rendere più flessibile e coerente con le reali esigenze produttive e di mercato la normativa ma,complici il disinteresse della politica e la resistenza dei sindacati,hanno dovuto rinunciare e continuare a combattere con una mano legata alla schiena. De Bortoli non è stato il primo e non sarà l’ultimo che tenterà di riportare l’azienda nel mondo reale e speriamo che tutti, nell’interesse stesso dei lavoratori, ottengano il successo di Marchionne. Auguri direttore!

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