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Dal Corriere all'Italia

3 Ottobre 2010 alle 08:00

Il direttore De Bortoli, letto dal Foglio, evidenzia, citando le resistenze al cambiamento di parte della sua redazione, il pensiero reale di quella parte d'Italia che rifiuta, pervicacemente ogni ritocco al proprio bagaglio di privilegi. Per far ciò, quella parte, si veste da pura, nobile, virtuosa, solidale e proclama di difendere (sic!) i giovani, i precari, i deboli. Peccato che utilizzi, cinicamente, proprio i più deboli per difendere, con l'unghie e coi denti, il proprio status. Come quei docenti universitari che strumentalizzano i disagi dei ricercatori precari, per poter continuare ad esercitare i loro poteri, ormai fuori tempo e luogo. Come gli agitatori di professione che, in quanto tali, se non agitano rimangono disoccupati. Come i fiommini che in nome della difesa dei lavoratori, assaltano le sedi della Cisl. Si potrebbe continuare. Quello che sconcerta è come tanti possano credere che con quei metodi si possano risolvere i problemi veri. Mi sovviene il mio professore di matematica che ammoniva, i recalcitranti a risolvere un problema di trigonometria, che non era possibile farlo pretendendo di usare solo le regole della quattro operazioni imparate alle elementari. Che siano troppi quelli che frequentano ancora le elementari?

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