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I calcoli sopraf Fini

1 Ottobre 2010 alle 08:50

Fini ha definito "inevitabile" il voto di fiducia. Come dire che ha dovuto subirlo. Ma chi prende in giro? Tremaglia e Granata lo hanno utilizzato per certificare la loro posizione, perché non l'hanno fatto gli altri trentatré finiani? Avrebbero fatto felici tutti gli anti-B d'Italia, avrebbero conquistato i galloni dei duri, degli onesti e dei puri e avrebbero potuto condizionare pesantemente la formazione di un governo di transizione. Si sarebbe potuto cambiare il Porcellum, mettere in soffitta il lodo Alfano, le riforme costituzionali, il federalismo iniquo, rasserenare la magistratura, terrorizzare gli evasori fiscali, risolvere in due giorni il problema dei precari, dello sviluppo, della moralizzazione della vita pubblica e guadagnarsi il titolo di salvatore della patria. Il soggetto nascituro sarebbe stato amorevolmente accudito dalla stampa amica e la sua permanenza in carica assicurata. Rinunciare a tutti questi vantaggi politici e d'immagine, perché? Non volevano essere imputati di interruzione di legislatura? Non si sentivano pronti per il giudizio degli elettori? Oppure, più semplicemente, vogliono aspettare l'occasione per declamare coram populo che, pur essendo fedeli al mandato degli elettori, non possono lasciar passare per motivi di etica politica l'immondo processo breve pro B. E sostenere poi che non sono loro a negare i voti ma che era la richiesta e la sua inaccettabile formulazione, ha contenere in sé i motivi del rifiuto. La colpa della fine della legislatura è di chi, sordo agli aspetti morali che richiede il governare, l'ha inevitabilmente determinata. E' l'ipotesi più probabile. Ma, non è scritto da nessuna parte che le cose vadano tutte nel modo previsto a tavolino.

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